Dopo la visita della sede di Mountain View, si torna a Boston.
L’area metropolitana di Boston è composta, oltre ovviamente a Boston stessa, da una manciata di comuni più o meno grandi che la circondono – è praticamente impossibile capire dove finisce uno e cominci l’altro. La sede di Google è a Cambridge, che è separata da Boston solamente dal fiume Charles: le placide acque del Charles erano famose per essere indicibilmente inquinate, ma sembra che l’opera di bonifica cominciata tre o quattro decenni fa abbia dato buoni frutti (lo confermano i tanti kayakisti della domenica).
Google mi ha fornito un posto in un appartamento (condiviso con altri 3 ragazzi) a due minuti in bici da lavoro. Siamo all’ottavo piano di un bel complesso con tanto di cortile per il barbecue, palestra e piscina (ok, diciamo “pozza”). I miei tre coinquilini vengono rispettivamente dalla California, da Seattle e dal Jersey – quest’ultimo è un musulmano mezzo-hipster che studia a NYC ed è un fanatico della pallacanestro quasi ai miei livelli.
L’ufficio di Google a Boston – anzi, Cambridge – dall’esterno non assomiglia per niente al campus di Mountain View: comprende mendo di 1000 persone su 6 piani (io sono al decimo!), niente parchi o biciclette, ma una volta entrati l’ambiente è familiare (ovviamente cibo gratis a profusione, non credo ci sia mai stato uno stagista tornato dimagrito).
Il team con cui lavoro è piccolino, 5 persone, ma quello che fa impressione a Google è che gruppi così piccoli possono avere un impatto su prodotti usati da milioni di persone, ed in tempi veramente ridotti. Addirittura anche i progetti degli stage estivi finiscono spesso per arrivare sui dispositivi degli utenti – non è il mio caso, perché lavoro su una cosa che non è direttamente visibile dall’esterno, ma, ad esempio, uno dei miei coinquilini ha aggiunto una (seppur piccola) funzionalità che verrà presto resa pubblica. Il che significa che potrà vedere la sua piccola parte di lavoro da Google direttamente sul suo telefono, così come voi probabilmente sul vostro.
Cambridge è anche sede di un paio fra le università più rinomate degli Stati Uniti. Il nostro ufficio è a due passi dal fiume e proprio davanti al dipartimento di informatica del MIT (Massachussets Institute of Technology), che è un edificio strambo progettato da Frank Gehry – a cui l’università poi ha fatto causa perché, a quanto pare, l’edificio avrebbe qualche problema di infiltrazioni d’acqua..
Poco più in là si imbocca Massachussets Avenue che porta fino a Harvard. Al contrario del MIT, che è composto da vari edifici sparsi vicino al fiume, Harvard ha un vero e prorio campus, con edifici storici e una biblioteca enorme. E’ uno degli atenei più prestigiosi e più antichi degli Stati Uniti e, per quanto ho sentito da uno studente, certo non dev’essere fra i più economici (si parla di più di un cinquantone all’anno).
Se Cambridge è piena di studenti, di laboratori e compagnie altamente specializzate (anche Microsoft ha appena aperto un centro di ricerca qua), la città vera è appena a un minuto di distanza, di là dal fiume.








